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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Città di Castello
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mwiaCittà di Castello è un mwiqcomune italiano di mwig37 830 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Perugia in mwkaUmbria. Principale centro dell'mwkqalta valle del Tevere, nonché una delle principali città umbre, è sede vescovile della mwkgdiocesi di Città di Castello. Data la sua posizione, ha forti legami storici e culturali con le zone limitrofe di mwkwToscana, mwlaRomagna e mwlqMarche.cite-ref-5[5]

Contents

Clima
Storia
Musei
Media
Eventi
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Situato nella parte umbra dell'mwngAlta Valtiberina, il comune possiede un'mwnwexclave compresa tra i comuni di mwoaApecchio (PU) e mwoqSant'Angelo in Vado (PU) nelle mwogMarche, corrispondente all'area di mwowMonte Ruperto dell'estensione di circa 500 ettari con un numero di abitanti pari a zero. Con una superficie di 387mwpa km², si colloca per estensione al mwpq20º posto fra i comuni italiani. Il centro ha un'altezza sul livello del mare di 288 metri, mentre il mwpgterritorio comunale presenta un'altezza minima di 248 metri ed un'altezza massima di 1.006 metri. È il comune più settentrionale della regione Umbria e il suo territorio comunale è incastonato al confine con le regioni mwpwMarche e mwqaToscana. Ad ovest del centro abitato sorge il mwqqMonte Arnato, alto 652 metri.

Clima

• mwrgClassificazione climatica: zona E, 2347 GR/G

Città di Castello è situata nell'alta mwsavalle del Tevere, che è interna agli Appennini centro-settentrionali. Ciò nonostante grazie all'altitudine non elevata, visto che l'intero abitato si estende fra i 270 e i 310mwsq mwsgm.s.l.m. circa, ed agli influssi provenienti dal mwswMar Tirreno, la città gode di un clima di tipo mwtatemperato sublitoraneocite-ref-6[6] con mwuqinverni moderatamente freddi. La temperatura media di gennaio, mese più freddo, basata sulle medie del periodo 1985-2022 è di 4,2mwug °C. Le mwuwestati sono contraddistinte da temperature elevate ma non torride, e la loro media stagionale, anch'essa basata sul periodo 1985-2022, è di 22,0mwva °C. Le precipitazioni, che si aggirano mediamente sui 900mwvq mm annui, sono abbastanza ben ripartite nel corso dell'anno e nei mesi invernali, con un massimo in novembre. Queste possono talvolta assumere carattere nevoso. Il clima della parte alto collinare e montuosa del comune con un'altitudine che supera anche i 1000mwvg m mwvws.l.m., è invece generalmente di tipo temperato subcontinentale, con inverni freddi ed estati miti o fresche. Sui rilievi più elevati possono prodursi nevicate consistenti anche fuori stagione e frequenti gelate notturne.

Storia

Umbri e Romani

L'insediamento originario fu fondato dagli mwyaUmbri sulla riva sinistra del mwyqTevere in prossimità del territorio assoggettato al controllo degli mwygEtruschi. A partire dal III secolo a.C. a causa dell'mwywespansione romana la città divenne federata di mwzaRoma e successivamente fu inserita nella mwzqRegio VI Umbria. Dal I secolo a.C. divenne municipio romano, di cui patrono più illustre fu Gaio Plinio Cecilio Secondo, detto mwzgPlinio il Giovane, il quale, secondo quanto affermato in una sua lettera, fece erigere un tempio, ultimato nel 103 o 104, di cui non si conosce la collocazione.

Certamente la mwaamwaqgens Plinia possedeva vasti latifondi nelle vicinanze della città ed una villa, che è più volte ricordata dallo stesso Plinio il Giovane nelle sue lettere. Gli scavi, operati dall'mwagUniversità di Perugia in collaborazione con l'mwawUniversità di Alicante in località Colle Plinio nel comune di mwbaSan Giustino, hanno permesso di individuare la collocazione della villa di Plinio il Giovane. La città fu chiamata mwbqTifernum Tiberinum dai Romani, al fine di distinguerla dall'omonimo insediamento posto sul mwbgMetauro, mwbwTifernum Metaurense, e sembra che assunse una discreta rilevanza, visto che è citata anche da mwcaPlinio il Vecchio.

Non è possibile ricostruire con certezza la struttura urbanistica della città romana. Sicuramente la parte più antica della città corrisponde alla zona sud, dove, nel quartiere denominato Mattonata, sono stati rinvenuti alcuni mosaici, resti di strutture idrauliche ed una porzione di muro di quello che con ogni probabilità doveva essere un anfiteatro.

Medioevo

Incerta è la datazione della diffusione del mwdaCristianesimo, attribuita dalla tradizione a mwdqsan Crescentino o Crescenziano. Questo visse tra il III ed il IV secolo, e fu martirizzato a seguito di una condanna emessa proprio a Tifernum. Eubodio è documentato come primo vescovo di mwdgTifernum Tiberinum nell'anno 465.

Secondo la tradizione, la città fu distrutta nel VI secolo ad opera dell'mweaostrogoto mweqTotila e successivamente ricostruita dal vescovo mwegFlorido, poi santificato e proclamato patrono della città. La città venne dunque conquistata dai mwewLongobardi, che la chiamarono mwfaCastrum Felicitatis e la ricompresero nel mwfqDucato di Tuscia. In seguito passò sotto il dominio dei mwfgFranchi prima e dello mwfwStato della Chiesa poi.

Intorno al 1100 si organizzò in mwgqComune e fu minacciata dalle pretese dell'mwggImpero, dello mwgwStato della Chiesa, di mwhaFirenze e di mwhqPerugia. Nella prima metà del mwhg1200 fu denominata mwhwCivitas Castelli e, nonostante le rivalità tra mwiaguelfi e ghibellini che ne mettevano spesso in pericolo la libertà, poté ugualmente godere di prosperità. In questo periodo infatti la diocesi tifernate si estendeva su un territorio assai ampio, comprendendo anche gran parte dell'Altotevere toscano. Essa si estendeva anche nell'alta valle del Metauro verso Fano, nell'alto cesenate e nell'alta valle del Marecchia verso Rimini, cioè in quelle che sono diventate Marche e Romagna rispettivamente. Fra i secoli XII e XIII acquista indipendenza come comune autonomo il borgo di mwiqSansepolcro, sorto agli inizi dell'XI secolo attorno all'omonimo monastero nel contado di Città di Castello.

Sul piano amministrativo la collocazione della città rimane piuttosto indefinita. Pur inserita nelle terre della Chiesa dall'VIII secolo, ancora nel 1312 viene rivendicata assieme alla vicina e "figlia" mwiwSansepolcro dall'imperatore mwjaEnrico VII, come facente parte dell'imperocite-ref-7[7].

Nello Stato della Chiesa

Nel 1306 si iniziò a costruire la chiesa dei Servi di Maria, che poi verrà chiamata mwkwSanta Maria delle Grazie e diventerà anche nel tempo santuario mariano cittadino. Nella seconda metà del XIV secolo divenne maggiore l'influenza esercitata da Perugia, finché nel 1367 la città fu ricondotta sotto lo Stato della Chiesa dal mwlacardinale Albornoz. Nell'anno 1368 Brancaleone Guelfucci sollevò la cittadinanza ed insorse, anche se il popolo tifernate riacquistò la libertà solo nel 1375 grazie all'intervento dei fiorentini.

Nel 1422 mwlgpapa Martino V affidò la città al condottiero mwlwBraccio Fortebraccio da mwmaMontone, la cui famiglia detenne il dominio fino al 1440. In questo anno iniziarono le lotte per la conquista del potere tra varie famiglie tra le quali sono quelle dei mwmqVitelli, dei Fucci e dei Tartarini.

Inizialmente si assistette ad un'mwmwOligarchia composta da Vitelli, Giustini e Fucci. Si passò poi al dominio dei soli Vitelli, che eliminarono i Fucci e cacciarono i Giustini.

Successivamente seguirono periodi di forti rivalità, che videro anche il coinvolgimento di mwnqpapa Sisto IV ed un lungo assedio alla città guidata da mwngNiccolò Vitelli. In seguito ad alterne vicende tuttavia il dominio fu definitivamente preso dai Vitelli che posero a capo della città Paolo Vitelli e mwnwVitellozzo Vitelli.

Quest'ultimo fu ucciso da mwoqCesare Borgia, detto mwogil Valentino, nella congiura di Senigallia nel (1502). Il mwowValentino si proclamò duca della città e mantenne il dominio per tutto il pontificato di mwpapapa Alessandro VI. Da questo momento fino alla fine del XVIII secolo la città fu assoggettata allo mwpqStato della Chiesa, che concedette però la reggenza ad un governatore alle dipendenze della consulta romana. La famiglia Vitelli nelle alterne vicende del XV e XVI secolo incise notevolmente nello sviluppo economico e nell'importanza politica della città. Famiglia di mecenati e condottieri, molto legati ai mwpgMedici di Firenze, abbellirono Città di Castello con molti palazzi nei quali furono chiamati a lavorare i maggiori artisti del Rinascimento, primi fra tutti mwpwRaffaello Sanzio e mwqaLuca Signorelli. Fu significativo nel XVI secolo l'apparentamento dei Vitelli con la famiglia dei mwqqRossi di Parma. Prima mwqgVitello e poi mwqwAlessandro, dopo la morte del fratello, sposarono mwraAngela Paola, sorella di mwrqPier Maria il Giovane conte di San Secondo e di mwrgGiovan Girolamo, prima mwrwVescovo di mwsaPavia e poi governatore di Roma dal 1551. Angela Paola era anche cugina del granduca di Firenze Cosimo de' Medici e cognata di mwsqCamilla Gonzaga.

Dal Risorgimento in poi

Il 12 gennaio 1798 fecero il loro ingresso in città i soldati della mwtaRepubblica Cisalpina, che proclamarono la repubblica. Solo il 5 maggio successivo le truppe francesi non furono in grado di sedare una rivolta partita dalle campagne e di spiccata tendenza antirepubblicana. L'ordine fu riportato il 18 giugno 1799, quando la città fu occupata dagli mwtqaustriaci per volere del Papa.

Nel 1817 il territorio del comune di Città di Castello fu decurtato nella parte meridionale delle frazioni di Montecastelli, Niccone e Verna, che passarono al comune della Fratta, poi mwtwUmbertide. Nel 1827 dal territorio comunale furono staccate anche le aree dei due nuovi comuni di mwuaSan Giustino e mwuqPietralunga.

La città durante i moti insurrezionali ottenne provvisoriamente la libertà dallo Stato Pontificio la sera dell'11 febbraio 1849. L'11 settembre 1860 fu definitivamente occupata dall'esercito piemontese e l'anno successivo entrò nello mwuwStato Italiano, seguendone da questo momento le vicende storiche.

Durante la mwvqseconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione mwvgtedesca e della mwvwRepubblica Sociale Italiana, il rettore del locale Seminario, don mwwaBeniamino Schivo, si segnalò per la sua coraggiosa opera umanitaria a favore dei civili, dei profughi e dei perseguitati. A lui deve la vita anche una famiglia di ebrei tedeschi che fu accolta, nascosta e protetta dalla deportazione fino alla mwwqLiberazione. Per questo suo impegno di solidarietà, l'8 giugno 1986, l'Istituto mwwgYad Vashem di mwwwGerusalemme ha conferito a don Schivo l'alta onorificenza dei "mwxaGiusti tra le nazioni"cite-ref-8[8]. Fra gli altri trovò rifugio nel periodo delle persecuzioni anche mwyqElio Toaff, divenuto poi mwygrabbino capo della comunità ebraica di Roma e nominato mwywcittadino onorario tifernate nel 1999.

Città di Castello fu liberata il 22 luglio 1944.

Nella seconda metà del XX secolo si è verificato un consistente aumento demografico, dovuto anche all'immigrazione dalle vicine mwzgMarche e mwzwToscana, che ha portato il Comune di Città di Castello ad essere il quarto comune dell'Umbria per numero di abitanti. A partire dagli anni sessanta la città ha conosciuto un significativo mutamento del tessuto economico. Lo sviluppo industriale si è avuto specialmente nel settore grafico, meccanico, tessile, del mobile e della ceramica, ed ha cambiato profondamente il volto della città. Negli ultimi anni si è avuto anche un forte sviluppo di molte aziende di servizi, specialmente nel settore dell'educazione e della mw0aformazione a distanza.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture civili

• Il mw3wPalazzo dei Priori o Palazzo del Comune venne costruito tra 1322 e 1338 ad opera di mw4aAngelo da Orvieto, seppur rimasto incompiuto. È stato trasformato nel municipio cittadino
• La Torre Civica, chiamata dai tifernati "Torre del Vescovo", caratterizzata dalla pendenza (a causa della cedevolezza del terreno), aveva una gemella, posizionata a pochi metri di distanza, poi demolita.
• mw4wPalazzo Vitelli alla Cannoniera, così chiamato perché sul luogo sorgeva un deposito od una fonderia di cannoni, è uno dei cinque Palazzi che la famiglia Vitelli eresse a Città di Castello tra la fine del Quattrocento e la seconda metà del Cinquecento. Il Palazzo presenta grandi e magnifiche sale affrescate da mw5aCristoforo Gherardi e da mw5qCola dell'Amatrice ed è sede della mw5gPinacoteca che custodisce una cospicua collezione che annovera opere di mw5wDomenico Ghirlandaio, mw6aNeri di Bicci, mw6qLuca Signorelli, mw6gRaffaello e mw6wRaffaellino del Colle.
• Palazzo Vitelli a Sant'Egidio, testimonianza della grandezza rinascimentale della città e della potenza della dinastia tifernate dei Vitelli all'epoca delle Signorie è un complesso organico composto dallo stesso Palazzo, dal parco con ninfeo e dalla Palazzina Vitelli.
• Palazzo Albizzini, è un esempio di architettura rinascimentale di derivazione toscana di fine '400. Dal 1981 il Palazzo è sede della prestigiosa collezione di opere che mw7gAlberto Burri ha donato alla città, la più ricca ed organica raccolta delle opere dell'artista del Novecento. Le opere di grandi dimensioni della raccolta sono esposte anche nella seconda sede espositiva realizzata negli ex Seccatoi dei tabacchi.
• Palazzo Bufalini, eretto nel XVI secolo, nell'ambito della scuola di mw8aJacopo Barozzi da Vignola, per volere dei conti di mw8qSan Giustino Giulio I mw8gBufalini e mw8wFrancesca Turini, versatile poetessa, che vi risiedette e morì nel 1641.
• Castello di Petrella, presso il mw9qborgo omonimo

Architetture religiose

• La mw-qCattedrale dei SS. Florido e Amanzio, col caratteristico mw-gcampanile rotondo di origine ravennate, è il principale edificio religioso della città. È ricco di opere d'arte e nella cripta custodisce la tomba del santo.
• La mw-aChiesa di San Francesco, trecentesca, modificata internamente nel Settecento, è il luogo dove era conservato lo mw-qSposalizio della Vergine che mw-gRaffaello dipinse nel 1504 e che fu portato via dalle truppe napoleoniche nel 1798, che lo destinarono all'mw-wAccademia di Brera di Milano; una copia ricorda la sua presenza. Da segnalare la Cappella Vitelli, costruita su progetto del mwaqaVasari.
• La mwaqiChiesa di San Domenico, iniziata nel XIV secolo e terminata nel 1424cite-ref-9[9], conservava il mwaqcMartirio di San Sebastiano di mwaqgLuca Signorelli, del 1498 trasferita nella mwaqkPinacoteca Comunale, e la mwaqoCrocifissione di mwaqsRaffaello dipinta intorno al 1503, conservata alla mwaqwNational Gallery di mwaq0Londra. All'altare maggiore è custodito il corpo della Beata mwaq4Margherita.cite-ref-1-10-0[10]
• La mwarqChiesa di Sant'Agostino, nella quale è stata conservata, dal 1540 circa fino alla fine del Settecento,cite-ref-11[11] nella cappella della famiglia mwarkBufalini che la aveva commissionata, la mwaroVisione di San Girolamo di mwarsParmigianino, conservata alla mwarwNational Gallery di mwar0Londra.
• Il mwar8Santuario della Madonna delle Grazie, costruito nel Trecento come chiesa dei mwasaServiti, divenne santuario per la venerazione della mwaseMadonna col Bambino tra i Santi Florido e Filippo Benizi di mwasiGiovanni da Piamonte, del 1456.cite-ref-0-12-0[12]
• La Chiesa di Santa Maria Maggiore, fatta costruire da mwasgNiccolò Vitelli quale ex voto a seguito della sua conquista della città, fu edificata tra 1483 e 1509.cite-ref-0-12-1[12]
• La Chiesa di San Michele Arcangelo, forse risalente all'XI secolo, ristrutturata nel Cinquecento dai mwas4Vitelli e dopo il terremoto del 1789, conserva ancora all'altare una pala di mwas8Raffaellino del Colle con la mwataMadonna col Bambino e i Santi Sebastiano e Michele, di solito datata al 1528-1529 circa, ma probabilmente da collocarsi alla fine del decennio seguente.cite-ref-13[13]
• Il Monastero delle Clarisse Urbaniste di Santa Cecilia, detto anche di Giuseppe, che ebbe origine dal ritirarsi di pie donne nel 1422, conserva nello spazio di ingresso del monastero pregevoli affreschi tre-quattrocenteschi.cite-ref-1-10-1[10]
• Il Monastero delle Clarisse Murate fu edificato nel 1535 ed è rimasto pressoché intatto nel suo aspetto originario, compreso un coro intarsiato del secolo XVI.cite-ref-2-14-0[14]
• Il mwauaMonastero delle Cappuccine di Santa Veronica, il più importante dei monasteri francescani femminili, è stato realizzato tra 1627 e 1643 e vi è vissuta mwaueSuor Veronica Giuliani, il cui corpo è custodito nella chiesa.cite-ref-2-14-1[14]
• Pieve dei Santi Cosma e Damiano a mwaucCanoscio
• Pieve di Santa Maria a mwau8Morra
• Chiesa mwavqdi San Pietro a Monte

Società

Evo luzione demografica

Abitanti censiticite-ref-15[15]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano 3994, ovvero il 10,48% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-16[16]

• mwawuRomania 1151
• mwawcMarocco 656
• mwawkCina 282
• mwawsAlbania 158
• mwaw0Algeria 167
• mwaw8Ucraina 138
• mwaxeNigeria 92
• mwaxmTunisia 88
• mwaxuRegno Unito 77
• mwaxcMacedonia del Nord 70

Lingue e dialetti

Il dialetto tifernate, come le restanti parlate dell'Alta Valle del Tevere, è caratterizzato anche a causa del suo esteso territorio da influssi mwaxsgallo-italici, mwaxwumbri ed mwax0aretini. Il dialetto tifernate cambia parzialmente anche in base alla zona del comune considerata. In virtù di tale ragione, si tratta di un dialetto di difficile classificazione: secondo Pellegrini ed altri, il tifernatecite-ref-17[17] sarebbe appartenente ai mwayidialetti mediani umbri, mentre secondo altri studiosi si tratterebbe di un dialetto a sé, insuscettibile di essere inserito in un gruppo ben determinato proprio per via della forte commistione tra influssi gallo-italici, toscani ed umbri.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]

Tra le influenze gallo-italiche più evidenti che contraddistinguono il dialetto di Città di Castello vi sono:

• la resa della vocale "a" tra consonanti con un suono intermedio tra la mwazoa e la mwazse aperta spesso denotato con mwazwèe (ad esempio mwaz0chèene per "cane" e mwaz4chèeša per "casa").
• il suono mwaaacacuminale della mwaaes (la cosiddetta "s salata", pronunciata similmente alla "š" o "sc" ma meno retratta), cui si aggiungono la pronuncia della "z" che come nel romagnolo tende ad assomigliare alla "s" (mwaaifòrsa per "forza"), nonché della "g", resa quasi come una "sz" (mwaamsziòrno per "giorno"). Tale secondo tratto risulta molto vistoso pure nel parlato italiano dei tifernati e degli abitanti di zone limitrofe.

Questi ultimi due fenomeni sono più evidenti nel dialetto urbano di Città di Castello e della frazione Selci-Lama di mwaauSan Giustino. Qui è presente una parlata dialettale più conservativa.

Altro aspetto peculiare, che ha avuto probabilmente proprio Città di Castello come centro di irradiazione, e che coinvolge anche le parlate vicine di San Giustino, mwaacMonte Santa Maria Tiberina, mwaagCiterna e parzialmente quella degli anziani di mwaakMonterchi, è legato all'mwaaoisocronismo sillabico. In dialetto tifernate le vocali in sillaba complicata, terminante per consonante, vengono pronunciate tutte aperte (mwaasštrèt-to, quèš-tocite-ref-sillabe-23-0[23], ròt-to, còr-šo), mentre quelle in sillaba libera, terminante per vocale, vengono pronunciate tutte chiuse (mwababé-ne, šé-dia, có-sa, štó-ria).

Pertanto la resa delle vocali si distingue a seconda della sillaba e lo schema sarà il seguente:

• per "A" si avrà in sillaba libera la palatalizzazione in "è" aperta (mwabqchè-sa per "casa", mwabutornè-to per "tornato"), mentre in sillaba complicata essa mantiene la quantità originaria (mwabyàl-to, mwabcfàt-to);
• per "E" si avrà in sill. lib. "é" chiusa (mwabkbé-ne, mwaboproblé-ma, mwabsripé-te; in posizione tonica finale si ha che dall'italiano "ài">"è" ed "ì">"é" come in mwabwche fè, mwab0 me-lé, mwab4me-qué, che diventano mwab8sa fèi, mwacama-lì, mwaceme-ché e mwacima-chì nelle zone nordorientali del comune), in sill. compl. "è" aperta (mwacmdèt-to, mwacqstès-so, mwaculèg-nocite-ref-sillabe-23-1[23]);
• per "O" si avrà in sill. lib. "ó" chiusa (mwacscó-sa, mwacwmó-do, mwac0só-cio, mwac4só-pra), in sill. compl. "ò" aperta (mwac8giòr-no, mwadamòl-to, mwadesòt-to);
• per "I" si avrà in sill. lib. la quantità originaria (mwadmvì-te, mwadqvì-so), in sill. compl. si avrà l'innalzamento di un grado ad "é" chiusa (mwadufinés-cecite-ref-sillabe-23-2[23] per "finisce", mwadoscrét-to per "scritto", mwadsfér-ma per "firma", cfr. mwadwfèr-ma per "ferma");
• per "U" si avrà in sill. lib. la quantità originaria (mwad4nù-do, mwad8mù-to), in sill. compl. si avrà l'innalzamento di un grado ad "ó" chiusa (mwaeabrót-to per "brutto", mwaeepóz-zo per "puzzo", cfr. mwaeipòz-zo per "pozzo")cite-ref-24[24].

Cultura

Università e istituti culturali

Il Polo universitario di Città di Castello è formato da corsi distaccati della mwaeoLink Campus University, università privata con sede a mwaesRoma.cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]

L'Istituto di storia politica e sociale "mwafuVenanzio Gabriotti" è un ente che promuove gli studi storico-sociali sull'epoca contemporanea, la conservazione degli archivi di associazioni, partiti e sindacati, famiglie e personaggi dell'epoca.

Musei

• Centro delle Tradizioni Popolari a Villa Cappelletti
• Museo di Scienze Naturali "Malakos"
• Raccolta Civica di Città di Castello
• Museo Modellistico Ferroviario "Gioacchino Capelletti"
• Museo della Tela Umbra
• Museo delle Arti Grafiche

Archivi e Biblioteche

• Archivio Notarile Mandamentale
• Archivio Storico Comunale
• Archivio Storico Diocesano
• Biblioteca Comunale "G. Carducci"

Media

Stampa

• mwahaLa Nazione (redaz. di Città di Castello)
• Il Giornale dell'Umbria (redaz. di Città di Castello)
• La Voce (redaz. di Città di Castello)
• L'Altrapagina

Radio

• Radio Tiferno Uno

Televisione

• Tevere TV

Eventi

Il mwahwFestival delle Nazioni è una manifestazione internazionale di musica da camera che si svolge ogni anno tra la fine di agosto e l'inizio di settembre.

Geografia antropica

Quartieri

Casella, Gorgone, Graticole, Madonna del Latte, Mattonata, Meltina, Pesci d'oro, Prato, Rignaldello, Riosecco, Salaiolo - La Tina, San Giacomo, San Pio X

Frazioni

Antirata, Astucci, Badiali, Badia Petroia, Barzotti, Bivio Bonsciano, Bivio Canoscio, Bivio Lugnano, Baucca, San Martino d'Upò, Belvedere, Bisacchi, mwaiiBonsciano, Caifirenze, Candeggio, mwaimCanoscio, Capitana, Celle, Cerbara, Cinquemiglia, Coldipozzo, Cornetto, Croce di Castiglione, Fabbrecce, Fiume, Fraccano, Galassina, Grumale, Lerchi, Lugnano, Marchigliano, Montemaggiore, mwaiqMonte Ruperto, mwaiuMorra, Muccignano, Nuvole, mwaiyPetrelle, Piosina, Promano, Ripole, Roccagnano, Ronti, Rovigliano, mwaicSan Leo Bastia, San Lorenzo Bibbiana, San Maiano, San Martin Pereto, San Martino di Castelvecchio, mwaigSan Pietro a Monte, San Secondo, San Zeno A Poggio, Santa Lucia, Santo Stefano Del Piano, Scalocchio, Seripole, mwaikTerme di Fontecchio, mwaioTitta, mwaisTrestina, Uppiano, Userna, Valdipetrina, Vallurbana, Vingone, Volterrano

Infrastrutture e trasporti

Strade

Città di Castello è servita dalla mwai8SS 3 bis/E45. È collegata ad essa con l'omonima uscita (nord - sud), con l'uscita Promano e quella di Cerbara. È anche collegata tramite la strada statale 73 ad Arezzo distante circa 38mwaja km. È collegata a Fano tramite la strada provinciale 257 in cui al chilometro 17 c'è il valico di Bocca Serriola e la strada statale 3 bis a mwajeFano, distante a circa 97mwaji km. È inoltre in progetto il passaggio sul suo territorio della strada in costruzione mwajmE78. Il comune e le aree limitrofe sono servite su strada da Busitalia Nordcite-ref-a-27-0[27] ed altre compagnie che assicurano collegamenti con varie località dell'mwajgEmilia-Romagna, delle mwajkMarche, della mwajoToscana e dell'mwajsUmbria.cite-ref-a-27-1[27]cite-ref-28[28]cite-ref-29[29]

Ferrovie

Il comune è servito dalle stazioni mwakoBaucca-Garavelle, mwaksCanoscio, mwakwCerbara, mwak0Città di Castello, mwak4Città di Castello-Fornace, mwak8Città di Castello-Zona Industriale, mwalaSansecondo e mwaleTrestina, poste sulla mwaliferrovia Centrale Umbra, gestita da mwalmRFI e servita da mwalqTrenitalia.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1944 | 1945 | Luigi Pillitu | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1945 | 1946 | Luigi Crocioni | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1946 | 1947 | Giovan Battista Venturelli | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1947 | 1952 | Luigi Crocioni | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1952 | 1958 | Francesco Alunni Pierucci | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1958 | 1964 | Gustavo Corba | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1964 | 1970 | Luigi Angelini | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1970 | 1980 | Venanzio Nocchi | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1980 | 1988 | Giuseppe Pannacci | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1988 | 1988 | Angelo Tranfaglia | | Commissario prefettizio | |
| 1988 | 1991 | Giuseppe Pannacci | Partito Comunista Italiano Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 1993 | 2001 | Adolfo Orsini | Partito Democratico della Sinistra Democratici di Sinistra | Sindaco | |
| 2001 | 2010 | Fernanda Cecchini | Democratici di Sinistra Partito Democratico | Sindaco | [ 30 ] |
| 2010 | 2011 | Luciano Bacchetta | Partito Socialista Italiano | Vicesindaco f.f. | |
| 2011 | 2021 | Luciano Bacchetta | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 2021 | in carica | Luca Secondi | Partito Democratico | Sindaco | |

Gemellaggi

Il primo ed unico gemellaggio ufficiale della cittàcite-ref-31[31] è avvenuto in data 28 ottobre 2017:

Majano, dal 2017cite-ref-32[32]

In precedenza la città aveva stretto vari rapporti di partnership, nello specifico con:

• mwanaJoué-lès-Tours, nel 1991cite-ref-33[33]
• mwancSighișoara, nel 2000cite-ref-34[34]
• mwan4Höör, nel 2007cite-ref-35[35]
• mwaouGibellina, nel 2011cite-ref-36[36]

Sport

Società e manifestazioni

Città di Castello è rappresentata nella mwapipallavolo dalla mwapmGherardi Svi Città di Castello, che ha giocato anche in mwapqmassima serie maschile.

Nel mwapycalcio esistono il mwapcCittà di Castello (già mwapgTiferno), che ha al suo attivo alcune stagioni professionistiche in mwapkSerie C, e il mwapoTrestina, espressione dell'omonima frazione, mai spintosi oltre la mwapsSerie D.

La città è rappresentata anche nella mwap0pallacanestro (Tiferno Cesaroni, Basket Città di Castello), nel mwap4rugby (Città di Castello Rugby), nel mwap8ciclismo (Errepielle Cerbara), nel mwaqacalcio a 5 (Calcio A5 Città di Castello), nella mwaqecanoa (Canoa Club Città di Castello), nel mwaqinuoto (Centro Nuoto Alto Tevere '99) e nel tiro con l'arco (Compagnia Arcieri Tifernum); tutte queste realtà sono a carattere dilettantistico e competono nelle divisioni territoriali.

In città si svolgono varie manifestazioni sportive: in maggio il Trofeo Città di Castello di mwaqqrugby giovanile, in giugno il Trofeo Tifernum Tiberinum (meeting nazionale di mwaqunuoto), in luglio il Playground Contest di mwaqybasket 3x3 e in dicembre il torneo di mwaqcpallavolo femminile Memorial Francesca Fabbri.

Città di Castello è stata in due occasioni sede di un arrivo di tappa al mwaqkGiro d'Italia, nel 1984, con vittoria di mwaqoPaolo Rosola, e nel 1991, con l'affermazione di mwaqsMario Cipollini.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwarqmwarumwaryBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwarcdemo.istat.it, mwargISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwarwmwar0mwar4Classificazione sismica (mwar8mwasaXLS), su mwaserischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwasumwasymwascTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwasgmwaskPDF), in mwasociterefmwassLeggemwasw mwas026 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwas4Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwas8 151. mwataURL consultato il 25 aprile 2012 mwate(archiviato dall'mwatiurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-77. A. Zorzi, mwauoLe Toscane del Duecento, in, mwausEtruria, Tuscia, Toscana, a cura di G. Garzella, Pisa, Pacini Editore, 1998, p. 94
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cite-note-0-1212. mwawgmwawkCittà di Castello... cit., p.mwawo 25.
cite-note-1313. Alessandro Nesi, mwaw4Alcuni disegni inediti di Raffaellino del Colle e altre note a margine di una monografia su Pierantonio Palmerini, in "Accademia Raffaello. Atti e studi", n. 1, 2005, pag. 55.
cite-note-2-1414. mwaxqmwaxuCittà di Castello..., cit., p.mwaxy 27.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.cittadicastello.pg.it.
• citereftreccani-itCittà di Castello, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRiccardo Riccardi, Giannetto Avanzi, Bruno Molajoli e Giustiniano Degli Azzi, CITTÀ DI CASTELLO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefsapere-itCittà di Castèllo, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaC. Pietrangeli, CITTÀ DI CASTELLO, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1959.
• citerefenciclopedia-machiavellianaErminia Irace, Città di Castello, in Enciclopedia machiavelliana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014.
• citerefbritannica-com(EN) Città di Castello, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-dantescaCitta di Castello, in Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.
• mwbamLa Madonna Nera del Duomo, su luoghimisteriosi.it. URL consultato il 18 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2022).